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22 febbraio 2012

UDC - Sicilia prove generali del prossimo governo Passera




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10 febbraio 2012

Il caso di Shvat Shaked



giovedì 09 Febbraio 2012

Quella di Fraud Sciences è una storia mediterranea. Locale e globale. È la storia di una start-up tecnologica che crea una competenza codificata, ne fa un vantaggio competitivo e la trasforma in un progetto imprenditoriale capace di attrarre l´interesse della più grande multinazionale del settore.

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8 febbraio 2012

Laboratorio Israele: suggerimenti per giovani ed esecutivo


Condivido la linea del Direttore Ferrara a proposito delle dichiarazioni che i membri del Governo Monti stanno rilasciando, alla spicciolata, su giovanilismo e mondo del lavoro. Creare una cultura che supporti scelte e linee di governo e che sappia sostituirsi a prassi a volte arruginite è compito di chi governa.
Detto questo, occorre ricordare che l'idea di spingere i giovani verso forme di intraprendenza e di imprenditorialità non è un'idea nuova. Già verso la seconda metà degli anni novanta e poi agli inizi del 2000 i Master in Business Administration indicavano esplicitamente, tra i possibili sbocchi, l'avvio di una iniziativa imprenditoriale. Se non altro perchè le opportunità di fare il cosiddetto challenge di carriera iniziavano a rarefarsi. In quegli stessi anni si assisteva al proliferare degli acceleratori di impresa, quei centri in cui si favorisce la nascita di start-up tecnologiche. Quello che è mancato e manca in questi tentativi e buoni propositi, è la propensione al rischio, la cultura del rischio, ancor prima del capitale omonimo. E manca un programma governativo, come quello israeliano "Yozma", capace di attrarre capitali stranieri e la tenacia del popolo della stella di David che noi italiani abbiamo smarrito.


Su "Laboratorio Israle" (Ed. Mondadori), da poco nelle librerie, ci sono molti spunti per giovani e per l'esecutivo.

                                                                



8 febbraio 2012

Posto fisso e imprenditoria




martedì 7 Febbraio 2012

Come ha fatto un paese come l’Italia a diventare la settima potenza al Mondo? Com’è riuscito questo paese, che pare attraversare una continua crisi politica, economica e istituzionale, a produrre così tanta ricchezza in così poco tempo? Com’è stato possibile, per un paese senza materie prime, il boom economico degli anni 50’ e 60’? Risposte a queste domande può darle un’analisi storica ed economica. Certamente, però, un ruolo fondamentale alla crescita l’ha svolto il tessuto imprenditoriale. Fatto di uomini pervicaci, eccentrici, grandi organizzatori, a volte straripanti e un po’ spericolati, che hanno creato, prodotto, innovato, stupito, convinto il resto del mondo, nei rispettivi mercati, facendo cose, belle e semplici, che piacciono a tanti.

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3 febbraio 2012

Neo bipolarismo


 


Parafrasando Marco Aurelio: “L’elettore e l’eletto, ambedue hanno la vita di un giorno”.
                                      



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3 febbraio 2012

L'equità e la cornucopia


L'equità che bisogna perseguire non è quella del Ministro Fornero. L'equità con i connotati della misura, del rigore, del ristretto, del poco. Che è diminutiva e protestante. Occorre ambire all'equità nell'accezione latina, quella degli antichi Romani. Quella la cui personificazione era la Dea incisa sulle monete. La Dea raffigurata con in una mano la bilancia, certo, ma nell'altra la cornucopia, simbolo di cibo ed abbondanza. Quell'abbondanza che il capitalismo giusto di Sombart ha fatto ricca l'America.
                                                             



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29 gennaio 2012

E ora dove andiamo - Nadine Labaki




domenica 29 Gennaio 2012

L’ultimo film di Nadine Labaki è una storia mediterranea. Che ha la fotografia del Sud e dell’Est del mondo. Che ha i colori del mercato delle spezie di Istanbul. Che ha i suoni che corrono su di uno spartito con più righe e più note. Perché la musica è araba e gli arabi usano più note così come più lettere nell’alfabeto. Più sfumature hanno bisogno di una tavolozza più grande per essere rappresentate.Questa storia racconta di un ponte e di un’antenna. Che creano, di qua del ponte, un prossimo e un altrove. Già. Il prossimo è il musulmano per il cristiano e il cristiano per il musulmano. L’altrove è il luogo del conflitto. E’ l’Occidente seducente e materiale.

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27 gennaio 2012

Confessioni di uno start-upper



giovedì 26 Gennaio 2012

Si sente spesso ripetere che bisogna creare le condizioni in Italia perché possa nascere una Apple. È la tipica frase di chiusura di convegni. Recitata da parte di moderatori, un po´ tuttologi cui bisognerebbe rispondere che il vero motivo per cui in Italia non nasce una Apple è che in Italia gli affitti dei garage sono molto alti. Si sente il bisogno di innovazione e impresa. Certo, ma la cosa più sbagliata è pensare di creare artificiosamente qualcosa che è per sua natura germoglio di nuovo. Frutto dell´incontro del seme della creatività con un mercato favorevole in cui il nuovo prodotto si attacca come il feto alla placenta.

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27 gennaio 2012

Accendiamo una stella

Per un anno è stato tutto un "Accendiamo una stella". Che di spaziale non aveva nulla. Si trattava di un posto nel nuovo stadio della Juventus che ha in comune con La Stampa gli azionisti. Se veramente a qualcuno interessa promuovere la Scienza, la divulgazione scientifica per farne qualcosa che strizzi l'occhio anche al profitto, serve a poco la questua a mezzo stampa. Il Mourinho dei musei scientifici è guarda caso a Barcellona e si chiama Jorge Wagensberg ideatore del Cosmo Caixa. I privati a Torino che possono finanziare l'operazione non mancano. E poi basta ricominciare con gli spot "Accendiamo una stella".

  



25 gennaio 2012

Forconi centripeti



giovedì 26 Gennaio 2012

La trimurti del movimento dei Forconi (Ferro - Morsello - Richichi), presunto serbatoio di voti per il centrodestra Berlusconiano, pare che faccia sul serio e che intenda mettere paura a Roma. I Forconi, se non altro per lo stile, nulla hanno a che vedere col movimento forcaiolo d’oltralpe di qualche secolo fa. Quello del sanguinario Lebon. Le teste che Lebon tagliò dalle parti di Pas di Calais finirono col far cadere teste anche a Parigi. Ma furono proprio quelle dei fratelli Robespierre. Le teste della stessa Rivoluzione. A chi faranno più male i Forconi? Al governo in carica o a quel centrodestra che sotto sotto trama una rivoluzione?
 



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