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25 luglio 2011

Terremoto in Piemonte


Il Foglio di Ferrara parla di pista islamica...



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11 maggio 2011

Tremonti e il nucleare


Ho finito di leggere l’intervento di Giulio Tremonti riportato sul Foglio di oggi 11 Maggio. L’ho trovato di grande sostanza. In particolare mi preme sottolineare le considerazioni sul nucleare con le quali concordo perfettamente. Il nucleare, che è e rimane questione politica, va però prima di tutto analizzato dal punto di vista di un’analisi termo economica. Investimento a grande intensità di capitale il cui piano di ritorno dell’investimento va inquadrato in un orizzonte di 50 anni. Un investimento soggetto pertanto, nel calcolo del ritorno economico, da un costo del capitale che grava nei flussi di cassa futuri come la voce di spesa più elevata.
La decisione di un operatore razionale di investire in tale settore (un ipotetico attore privato) è quindi affetta dal rischio connesso con il dover stimare ex-ante quanto sarà il costo capitale tra 50 anni in uno scenario (condizioni al contorno) altamente aleatorio e mi riferisco alla dinamica dei prezzi dei combustibili alternativi al nucleare per la produzione di energia (metano, carbone). Dal punto di vista liberale dunque, prima di decidere “politicamente” se il paese debba o no avviare un programma sul nucleare, andrebbe verificato se nel mercato oggi esiste un investitore privato che ritenga opportuno (economicamente) investire in tale settore.






  


16 giugno 2008

Segnalazione

Sul Foglio, quello di sabato 14 Giugno 2008, potevate trovare un'inserzione pubblicitaria. Era un'inserzione che pubblicizzava i servizi di Antonino di Pietro, dermatologo. Penso che sia una vera e propria presa per il culo del leader del partito dell'Italia dei Valori. Non che me ne freghi più di tanto. Nè di Di Pietro che del Foglio. Ma il cattivo gusto, beh insomma...


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5 gennaio 2008

5 pezzi facili




Ferrara sul Foglio di oggi insiste. "5 pezzi facili" è il titolo del suo editoriale. Una specie di Bignami della moratoria sull’aborto. Una provocazione...
Siccome non si può fare finta di niente. Siccome non si può abbassare la guardia. Siccome la questione è diventata tema di dibattito parlamentare. Siccome il nostro è un paese catto-comunista. Siccome non basta dire che Ferrara, come i preti, sono gente che non scopa e che non concepisce nascituri. Non lo ha fatto e non lo farà.
Siccome non basta. Ecco, occorre tradurre questi 5 pezzi facili, spiegarli, capirli e demolirne il costrutto ideologico alla base.

L’aborto si è trasformato in uno strumento di distruzione di massa. 1 miliardo di aborti negli ultimi decenni. 50 milioni all’anno. Una pratica che viene utilizzata nei paesi sovrappopolati come strumento di controllo demografico. In maniera illiberale, privilegiando i nascituri maschi a quelli femmina. Così in Cina. Bene.
Ma l’Italia che c’entra? Che c’entriamo noi con l’eugenetica, con piani strategici per la costruzione di una razza superiore? Che c’entra un paese, il nostro, in cui casomai  il problema è opposto. Pensate ai paesini di provincia. In certe scuole elementari arrivano bambini che genitori bovini non hanno ancora riconosciuto come down, nati serenamente. Forse fin troppo.
Riguardo alla Cina, si tratta di fare pressione al governo di Pechino. Anziché continuare a farci affari, perché ci conviene. A noi Occidentali, i buoni, i cristiani, i capitalisti che cerchiamo i posti dove i diritti valgono un cazzo di niente pur di fare quattrini, ma che poi da bravi zeloti ci permettiamo il lusso di fare della morale.

Come procedere alla moratoria, beh per Ferrara è facile. Basta introdurre all’articolo 3 della Dichiarazione dei Diritti dell’uomo dove si dice che “ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà, alla sicurezza della propria persona” la postilla “dal concepimento alla morte”.
 Nella parola concepimento c’è il suo ed il nostro facile affondo. Concepimento vuole dire “determinare la formazione e lo sviluppo dell’embrione e portalo dentro di sé”. Ma vuol dire anche, più in senso lato, ideare, avere e darsi un progetto. Il concepimento di un figlio è quindi un disegno. Della coppia ed è il frutto di tale disegno, tecnicamente e fisicamente, testimoniato dalla massa meiotica a dover essere benedetto e tutelato. Lo stesso non si può dire di tutti quegli impasti meiotici per i quali non ci sia un disegno di coppia, un concepimento appunto.
Per un massa che tecnicamente, fisicamente è indistinguibile dalla prima ma che ne è eticamente differente. In tutti questi casi, una società illuminata non può erigersi a giudice morale sulla autodeterminazione di una madre che, sola, senza aver concepito si ritrova a dover ospitare dentro di sé qualcosa che non vuole.

Al punto 3 Ferrara dà prova della sua abilità e della sua maliziosità. Pone la questione della moratoria in termini tali per cui, adesso, sono loro, i teocon ad essere avanti e gli altri , i laici, quelli che dovrebbero essere i progressisti, gli innovatori ad essere indietro. A passare per conservatori. Beh, tanto di cappello. Ma il punto è un altro. Ferrara ha il merito di porre dibattiti su questioni sensibili e di tenere vivo un dibattito culturale in questo paese. Ma è in mala fede. Perché questo suo dibattere sull’aborto fa da zampogna a quei rigurgiti vaticanisti che vogliono la donna subalterna all’uomo e priva di disporre del proprio corpo.
La Chiesa di Roma assiste alla perdita del suo consenso, perché il capitalismo e il culto del superfluo, non la logica o l’illuminismo, sta rendendo la qualità della vita migliore ad un numero sempre maggiore di individui. Senza povertà e disgrazie la Chiesa ha ben poco da barattare. E’ meglio sicuramente questa vita, edonistica. Il certo. Piuttosto che un incerto e fideistico aldilà che Beatrici o Francesche stentano a rendere, ai nostri occhi, allettante. In uno scenario tale, alla Chiesa non rimane che contrattaccare ponendo l’attenzione sul controllo del corpo. La Chiesa “si fa la carne ” parafraserei. Non ha più in scacco le coscienze nella confessione. Non ha più dalla sua l’indulgenza, l’aldilà come merce spirituale barattabile, ed allora interviene sulla vita materiale delle masse. Controllandone le scopate. Ma cade subito in fallo. Perché controlla solo la donna che scopa, e non l’uomo. Perché non si pronuncia sul preservativo, glissa sulla pedofilia, ignora l’uso del preservativo. Perché la Chiesa è subdola ma non può esimersi dall’essere come è. Vecchia e razzista. Maschilista e medievale. Preferisce salvare cento mila feti che milioni di africani. Preferisce incularsi bambini dopo che ne ha protetto la nascita!

Il punto 4 è triste. Ferrara che si preoccupa e parla di carità. Lui che non lascerebbe neanche un bignè ad un senzatetto pur di soddisfare la sua golosa ed evidente lussuria di gola. Propone i centri di accoglienza per le giovani madri peccatrici che sono state ingravidate e che non avrebbero voluto e che adesso non sanno come fare per fornire al nascituro tutto quello di cui ha bisogno. Una specie di orfanotrofio per il bambino e la madre assieme. Una società patriarcale che perdona ma giudica.

Infine, Ferrara si autoincensa per essere stato lui a promuovere dalle colonne del suo giornale tale dibattito. Per fermare questi feto-funerali.
Rivedere la 194, che poi vuol dire rimuoverla dall’ordinamento è un passo indietro. E’ da paese che non è in grado di proporre valori laici basati sulla responsabilità individuale. Una comunità, la nostra che dimostra di essere catto-comunista e clerico-fascista allo stesso tempo. Che ha bisogno di avere un popolo gregge, privo di coscienza di sé, sia nella sfera privata che in quella comunitaria e di classe. Una società gerarchizzata, in mano ad una oligarchia di prelati e di politici di basso profilo.

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