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4 maggio 2011

Il bicipite di Obama retribuisce il male con il male



Qui trovate l'editoriale del 4/5 del Direttore de La Stampa Mario Calabresi.

Ho letto con attenzione il suo editoriale su La Stampa "L'inguaribile malattia del complotto". Editoriale in cui sottolinea come l’Italia sia un paese in cui imperversa, praticamente da sempre, una cultura della dietrologia e del sospetto. Caratteristica, questa, che si acuisce in special modo quando si ha a che fare con questioni di Stato. Lei giustamente ammonisce, con la consueta pacatezza che la contraddistingue, il fatto che in molti italiani sia diffuso il convincimento che quello che è accaduto intorno alla morte di Osama Bin Laden sia per lo meno poco chiaro (“giallo”). Che dietro la sepoltura così affrettata, in mare, si nasconda qualche retroscena che Obama, il presidente degli Stati Uniti d’America, assieme con il suo staff stanno nascondendo al Mondo. Condivido il suo punto di vista.
Come Lei auspico un’Italia paese più maturo nell’affrontare ciò che l’attualità, arricchendo la Storia, produce quotidianamente. Condivido il bisogno di essere e fare parte di un paese più razionale, più obiettivo. Che al dubbio superficiale, al pessimismo bigotto, anteponga una ragione più ingenua ed un ottimismo più positivista e laico. Più illuminista.
E’ pur vero, però, che gli Stati Uniti hanno vissuto la cattura e l’uccisione del leader di Al Qaeda, prova ne sono i festeggiamenti a Times Square, come la nemesi dell’11 Settembre. Con i dovuti distinguo, come Piazzale Loreto lo fu dell’omicidio Matteotti. A riprova che la politica, intesa come il governo del popolo, anche nella democrazia più collaudata del Mondo, quella Americana, passa attraverso il governo della paura che si consolida attraverso l’elaborazione collettiva della morte. Sergio Luzzatto, storico dell’Università di Torino, ha chiarito bene questi aspetti in molte sue pubblicazioni. Ad esempio in “La Mummia della Repubblica” dove parla della democratipietrificazione di Giuseppe Mazzini.
Non si può negare che il significato della cattura ed uccisione di Osama Bin Laden sta tutto negli effetti che essa produrrà a livello Politico, a livello Mondiale. Perché altrimenti non rimane che considerarla per quello che è, e cioè una vendetta. A meno di non esibirsi in un doppio salto mortale come fa Giuliano Ferrara che la definisce retribuzione del male con il male.
Se guardiamo dunque agli effetti, non mi sembra di poter registrare null’altro che una maggiore allerta e preoccupazione. In Italia come altrove.
E non penso che si possono definire dietrologi coloro i quali ritengono che l’uccisione di Osama Bin Laden, anche se il corpo è stato sepolto in mare evitando la nascita di qualche monumentale reliquia attorno alla quale si potessero riunire le forze del male, potrebbe indurre i suoi seguaci a feroci rappresaglie.
Osama Bin Laden andava preso vivo. Dimostrando che la Democrazia Occidentale più grande del Mondo, quella di Lincoln e Obama, è più forte dei regimi del terrore perché, come ci insegnava Cesare Beccaria, è con la non violenza che si combatte la violenza. Che è con la non violenza che si liofilizza l’estremismo sanguinario di popoli poveri, culturalmente arretrati, vittime degli istinti guerrieri che affondano le loro radici nei radicalismi religiosi.
L’effetto politico è, a mio avviso, solo un rafforzamento della posizione in politica interna di Obama. I conservatori infatti lo hanno definito un Presidente a tutti gli effetti. Perché con questo gesto ha dimostrato, seppur con i distinguo del caso, di somigliare di più a George W Bush, a Nixon, a Reagan e Kennedy. Nero, liberal, ma altrettanto muscolare. Presidente di una nazione indivisibile, che, sotto Dio, ha restituito il mal tolto a chi rappresentava la tribù dei nemici.


2 marzo 2011

Risate a denti stretti


De Benedetti su La Stampa in una lunga intervista.  Difficile da commentare. Ma sicuramente molte idee per la pagina delle Risate a denti (e non solo) stretti del prossimo numero della Settimana Enigmistica.

D.: E dunque, gli investimenti?

R.: «Penso - ma lo dico come criterio generale e non come programma della società - che usciremo dalla crisi con un aumento dell’inflazione. Quindi ritengo che in questa fase l’investimento in beni reali a medio-lungo termine sia premiante, mentre è da escludere la finanza fine a sè stessa».


  


22 febbraio 2011

Lubrificanti esistenziali

Sul Buongiorno di M.Gramellini oggi: «Chiunque faccia parte della casta degli ammanicati non dà quasi più peso ai vantaggi connessi alla sua posizione. Non sto parlando di reati, ma di quei piccoli lubrificanti esistenziali che rendono la vita più scorrevole: il superamento di una lista d’attesa in ospedale, la sala vip dell’aeroporto [...]» 
Sfogliando il giornale, poco più in là M.Molinari, corrispondente da New York, riporta l'essenziale della sua chiacchierata  con l'oncologo Virgilio Sacchini che curò la Fallaci  e di cui sta per essere pubblicato un libro per Mondadori. L'oncologo inizia col raccontare come ha conosciuto la Fallacii: «La prima volta arrivò una telefonata del console italiano che mi chiese di visitare un’amica personale, senza dirmi il nome, spiegando che gli incontri sarebbero stati segreti perché era stata più volte minacciata di morte».  Ecco. 
 
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28 ottobre 2010

Notizie della settimana

Gentile Massimo Gramellini,

       Periodicamente mi piace mantenere vivo questo rapporto epistolare con Lei che gentilmente mi legge. Una sorta di pen pal friend con cui sfogarsi, specie quando l’attualità proprio conforto non ci da. Come forse le ho già detto, sono Siciliano. Ho studiato qui a Torino grazie alle borse di studio Edisu. Tessera mensa, posto letto, denaro. Dire che non avrei studiato senza quell’aiuto sarebbe falso. I miei genitori avrebbero venduto un rene pur di farmi studiare. Ma grazie all’Edisu ho potuto concedermi i libri di testo senza doverli fotocopiare. Ho potuto vivere decorosamente a Torino in anni in cui, prima delle Olimpiadi, non era così accogliente come adesso.

Ho visto cambiare il Politecnico, diventare internazionale grazie ai rettori che si sono succeduti, soprattutto grazie alla gestione Profumo. Il Politecnico di Torino oggi è tra i pochi atenei  che, malgrado i vizi atavici legati ai baronati universitari, riescono ad attirare tanti, tantissimi studenti di differente nazionalità. In Corso Castelfidardo oggi si vedono ragazzi coreani, africani, cinesi. Ragazzi non Piemontesi, tant’è, ma che numericamente garantiscono, in un periodo di “tagli” all’Università, che un luogo di formazione e di tecnologia possa continuare a svolgere il suo ruolo “liberamente” con quelle risorse che una scuola tecnica non può non avere.
Oggi, sono passati circa 10 anni da quando mi sono laureato, e sto pubblicare il mio primo libro. Sarà in libreria dal 10 Novembre. Si intitola Imprenditori d’Italia. Parlando con l’editore, un giovane trentenne, per inciso la casa editrice si chiama Edizioni della Sera, abbiamo convenuto che l’Italia non è certo il miglior paese dove pubblicare un libro. Come Lei saprà purtroppo in Italia si legge molto meno che in altri paesi. Sia dell’Est Europeo che in Germania o in Francia. Per rimanere nell’Europa più vicina a noi. Siamo al fondo di tutte le graduatorie che riguardano la cultura. E senza l’Italia Edizioni della Sera avrebbe venduto molto di più. L’editore avrebbe voluto essere ospite in una trasmissione, di quelle poche in cui si può parlare senza che si urli, per dire queste cose. Non l’hanno mai invitato.
Gli ho detto che non può stare a lamentarsi, in fondo l’editoria, anche la piccola editoria come la sua, prende da sempre aiuti di Stato. Anzi i libri che ha pubblicato ed il mio che sta per pubblicare senza quegli aiuti non sarebbero mai esistiti. Mi è sembrato convenire.

In fondo non tutto è fermo in questo paese. Ci sono dei giovani che si danno tanto da fare. Come Lei mi disse una volta in risposta ad uno dei miei soliti sfoghi, in fondo al tunnel c’è sempre la luce. Spero solo che non sia verde, ma rossa!

                                                                 Con la consueta simpatia e stima,


27 ottobre 2010

Contraddizioni

Trovo che ci sia una contraddizione tra questo e quest'altro.


23 settembre 2010

Chi fa de sè fa per tre


28 maggio 2010

Crozza


27 maggio 2010

Attualità

La Stampa dedica dello spazio ad un' interssante intervista a Rossano Rubicondi che si svela per un settimanale di approfondimento. Rossano Rubicondi dice di aver sfiorato l'omosessualità. Sarebbe interessante capire con che parte del corpo... 


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31 gennaio 2010

Jena

La Jena su La Stampa di sabato:"Dopo la sua esperienza alla Juve, Ciro Ferrara ha le giuste referenze per fare il leader del Pd...."

E' proprio difficile scrivere tutti i giorni in così poco spazio.


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15 dicembre 2009

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