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28 ottobre 2010

Notizie della settimana

Gentile Massimo Gramellini,

       Periodicamente mi piace mantenere vivo questo rapporto epistolare con Lei che gentilmente mi legge. Una sorta di pen pal friend con cui sfogarsi, specie quando l’attualità proprio conforto non ci da. Come forse le ho già detto, sono Siciliano. Ho studiato qui a Torino grazie alle borse di studio Edisu. Tessera mensa, posto letto, denaro. Dire che non avrei studiato senza quell’aiuto sarebbe falso. I miei genitori avrebbero venduto un rene pur di farmi studiare. Ma grazie all’Edisu ho potuto concedermi i libri di testo senza doverli fotocopiare. Ho potuto vivere decorosamente a Torino in anni in cui, prima delle Olimpiadi, non era così accogliente come adesso.

Ho visto cambiare il Politecnico, diventare internazionale grazie ai rettori che si sono succeduti, soprattutto grazie alla gestione Profumo. Il Politecnico di Torino oggi è tra i pochi atenei  che, malgrado i vizi atavici legati ai baronati universitari, riescono ad attirare tanti, tantissimi studenti di differente nazionalità. In Corso Castelfidardo oggi si vedono ragazzi coreani, africani, cinesi. Ragazzi non Piemontesi, tant’è, ma che numericamente garantiscono, in un periodo di “tagli” all’Università, che un luogo di formazione e di tecnologia possa continuare a svolgere il suo ruolo “liberamente” con quelle risorse che una scuola tecnica non può non avere.
Oggi, sono passati circa 10 anni da quando mi sono laureato, e sto pubblicare il mio primo libro. Sarà in libreria dal 10 Novembre. Si intitola Imprenditori d’Italia. Parlando con l’editore, un giovane trentenne, per inciso la casa editrice si chiama Edizioni della Sera, abbiamo convenuto che l’Italia non è certo il miglior paese dove pubblicare un libro. Come Lei saprà purtroppo in Italia si legge molto meno che in altri paesi. Sia dell’Est Europeo che in Germania o in Francia. Per rimanere nell’Europa più vicina a noi. Siamo al fondo di tutte le graduatorie che riguardano la cultura. E senza l’Italia Edizioni della Sera avrebbe venduto molto di più. L’editore avrebbe voluto essere ospite in una trasmissione, di quelle poche in cui si può parlare senza che si urli, per dire queste cose. Non l’hanno mai invitato.
Gli ho detto che non può stare a lamentarsi, in fondo l’editoria, anche la piccola editoria come la sua, prende da sempre aiuti di Stato. Anzi i libri che ha pubblicato ed il mio che sta per pubblicare senza quegli aiuti non sarebbero mai esistiti. Mi è sembrato convenire.

In fondo non tutto è fermo in questo paese. Ci sono dei giovani che si danno tanto da fare. Come Lei mi disse una volta in risposta ad uno dei miei soliti sfoghi, in fondo al tunnel c’è sempre la luce. Spero solo che non sia verde, ma rossa!

                                                                 Con la consueta simpatia e stima,


27 aprile 2009

Democrazia: un'intervista



Questo Signore qui ha rilasciato una interessante intervista: QUI

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