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ARONNE: "quando ti pisci addosso rimani al caldo solo per un po' "
  



16 febbraio 2009

Che Tempo Che Fa



Ieri sera a Che Tempo Che Fa, Piero Angela, Erri de Luca, Luciana Littizzetto. Due nani e un gigante. Erri de Luca ha fatto un'intervista in cui Fazio ha semplicemente fatto da cameriere, umile e insignificante comprimario. Frasi e parole  pesanti, perfette, proprie letterariamente, e politicamente.

Quant'è piccolo Piero Angela. Un potente in RAI da sempre che viene a raccontarci dell'importanza della divulgazione. Dell'importanza che ha sui giovani che grazie alla cultura possono trovare spazio. E Fazio che gli alzava la palla e Piero che la schiacciava. Che bello questo mondo fatato delle mitiche sorti progressive. Ma quanti giovani potrebbero fare il programma di divulgazione scientifica monopolizzato da Piero Angela senza chiamarsi Angela? Lascerebbe il posto, farebbe mai un passo indietro il Piero, che è per i giovani, se il culo di un giovane sostituisse il suo?

Fazio il bravo ragazzo proprio non ce la fa a fare qualche domanda scomoda. Niente.


29 gennaio 2009

L'incontro con la natura


26 gennaio 2009

Il giorno prima della felicità / 2



Erri de Luca NO:
perchè è sempre il solito Erri De Luca. Che si ripete e cita sé stesso. Sempre a Napoli. Con sempre il Vesuvio a fare da padrone di casa.

Erri de Luca NO: perchè ad ogni pagina, una voce di glossario. Bellissime definizioni di: viaggio, incendio, bene, male, libri, notte. Etc. Etc. “La notte la città è un paese civile” Ma fuori dalla fascinazione del libro è proprio vero?
Erri de Luca NO: perchè è sempre e comunque un viaggio. Anche se un viaggio senza partenze. Un viaggio, da fermo, in cui riempi la tua valigia di un bagaglio che porterai per sempre. Come un grande fardello.
I colori delle tante esperienze sono raccontate dall'iride giovane del protagonista, ma sono colori nati nella tavolozza dell'adulto autore.
Erri de Luca NO: perchè, il più delle volte, a perdersi sono quelli che un cognome ce l'hanno. Ed anche un numero civico. A volte è più facile trovare una casa per chi la casa non l'ha mai avuta.


26 gennaio 2009

Il giorno prima della felicità / 1



Erri de Luca SI:
per l'io narrante. A scigna, che si integra con i compagni giocando in porta. Buttandosi sui piedi degli avversari. Rischiando la faccia. Perchè, se non hai né nome cognome, per essere amico di uno devi avergli coperto le spalle. Devi aver fatto di più.

Erri de Luca SI: per la Storia che è un affresco di Napoli, del 900, del razzismo, della banalità del male. Della povertà. Della speranza e della ripresa.
Erri de Luca SI: per i colori, i profumi. Il rituale della pesca. Ischia e la paranza. La salsedine, i tempi del mare. Che sono quelli della natura. Le lenze, i remi, gli ami. Le vesciche alle mani. La sintonia che nasce dal musicare un'alba pigiando con i remi il piano delle onde. L'aglio, il pomodoro, il basilico sulla cernia appena pescata. Ecco il torpore e quindi il sonno fatto di sogni di albe, di orizzonti lontani.
Erri de Luca SI: perchè la Scuola, la conoscenza e la curiosità non dipendono dal milieu. Ma dalle persone che incontri. Da come tu sei fatto. Perchè un maestro puoi incotrarlo fuoiri dall'Istituzione, ma solo l'Istituzione può rendere un povero libero attraverso l'istruzione.
Erri de Luca SI: per gli orfani. Senza nome e cognome. Che devono fare di più. Devono scriversi da soli la loro storia.


22 marzo 2008

Segnalazione

Il ritorno di Polito alla guida del Riformista ha prodotto già qualche buon risultato. No, non è alla politica che mi riferisco.
Sul Riformista di oggi, trovate un articolo di Erri de Luca. Una firma preziosa per Napoli e per la Cultura. Parla di Napoli. Napoli, riconosciuta patrimonio dell'Unesco. Adesso è Napoli che deve riconoscere l'Unesco.


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permalink | inviato da aronne il 22/3/2008 alle 13:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


22 aprile 2007

77

 

Si fa un gran parlare del 77. L'Annunziata con il suo libro omonimo. Il bimestrale di Diario da poco disponibile in edicola.  Io ho letto Aceto, Arcobaleno di Erri de Luca. Ieri pomeriggio. Ho pianto.
In quegli anni delle idee venivano elaborate. Passioni, ideologie, convincimenti venivano prima delle persone. Si viveva per quello. Nascevano nuovi ordini e nuovi linguaggi con cui parlare o in base ai quali discutere.
Oggi si riutilizza, ci si orienta sulla base di schemi già esistenti. Figli del periodo storico in cui erano sorti. Non c'è nulla di nuovo. Le forze politiche ragionano con medesime logiche algebriche che non risolvono i dilemmi che i movimenti e i tragici errori del passato pongono come ancora attuali. Questo è il vero male di questa epoca transitoria. Un sincretismo improduttivo.


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