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15 giugno 2011

Innovazione: nanotecnologia politica


Ieri alla giornata nazionale dell'Innovazione c'era anche il Ministro Brunetta. Alla fine del suo intervento ha dato una dimostrazione di un progetto innovativo in  nanotecnologia politica...



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permalink | inviato da aronne il 15/6/2011 alle 14:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


25 febbraio 2011

Innovazione in Piemonte

Notizie positive dall'Osservatorio della Camera di Commercio del Piemonte sullo stato di salute della Regione in termini di capacità di attrarre capitali e interessi dall'estero.  Torino attrae multinazionali che in Italia riescono a crescere. Un'isola felice, pare, dunque.  Maggiori informazioni QUI.g

  


16 gennaio 2011

Istantanea

 Ieri sera conversavo con Alberto Mingardi, in occasione della presentazione del mio libro "Imprenditori d'Italia". Si dibatteva su imprenditoria e cultura. Se è vero che l'imprenditore può non essere un colto, anzi molte storie straordinarie di straordinari imprenditori raccontano di vite passate a perseguire obiettivi grazie ad un talento che non era certo quello del bibliofilo o dell'amante dell'arte e della letteratura è pur vero che in un mondo sincretico e globale, dove devo produrre per la nicchia esclusiva con i costi della massificata manifattura, può essere di aiuto stimolare nella propria realtà aziendale la creatività che viene dalle forme e dalle estetiche che le arti che sono state moderne  suggeriscono. 
Guardate qui a fianco per esempio El Lissitzky. Guardate la sua litografia. Sembra un accavallarsi,  un rincorrersi di pezzi meccanici. Mi rimanda alle macchine da scrivere Olivetti. Chissà forse essere colti per far soldi non serve. Ma la prossima volta che dovete dare un premio di produzione non mettegli 100 Euro nella giacca ai vostri dipendenti, magari anche in nero. Non dategli un premio di 1000 Euro lordi che  assieme allo stipendio finiscono con essere un boccone troppo facile per le tasse. Regalategli  un viaggio e due biglietti per un Museo d'arte. Una volta almeno.

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vgv
  


11 settembre 2009

Per una volta

Per una volta sono daccordo con Prodi.Tuttavia il problema è nei tempi e nei modi. Oggi molte imprese, quelle più grandi, da cui i piccoli laboratori di R&D attendono risorse hanno come priorità pagare gli stipendi. Troppi. Troppo impiegati, troppo terziario che non serve più ma che va ricollocato. Ma dove?
L'articolo sull'intervento di Prodi lo trovate qui


10 giugno 2008

LA CAVIGLIA

Non che me lo meritassi. Sicuramente meno di altri. Ma l'essere stato l'unico ad aver reagito bene alla sveglia alle 6 del mattino, addirittura anticipandone le mosse, mi ha fatto essere qui. Solo. A dividere per uno il Premio UnionCamere 2007.
Brescia. Il premio verrà conferito nel corso dell'Assemblea degli amministratori delle Camere di Commercio. La sala che mi ospita, nella quale ho anche un posto riservato, è climatizzata, è insonorizzata, ha il velluto rosso, ha delle poltrone accoglienti, con dei braccioli che contengono due gomiti ciascuno. Bene. Finisco la panoramica con quello che vedo di fronte a me. Me già seduto. Un palco su cui si stanno sistemando, mentre scrivo, una serie di relatori (7). Le poltrone che ne accolgono i rispettivi simboli della fortuna sono ampie e con uno schienale piuttosto alto. Forse anche il quarto di tonnellata di Nero Wolfe ci sarebbe entrato, se avesse giudicato confacente alla sua stazza non solo fisica luogo e interlocutori. Pfui. In mezzo a tutti, Formigoni. E davanti a lui com dei simulacri, condotti a spalla dai portatori, le telecamere. Cazzo sarò ripreso!
Iniziano le relazioni, introduce un tale di cui non ricordo già il nome. Dopo di lui, Mondello il presidente di UnionCamere. E poi altri...Mi distraggo rapidamente. Che volete, non è colpa del sonno perso, ma i ragionamenti non sono sufficientemente stimolanti. Anzi direi che non sono ragionamenti, ma un mero snocciolamento di dati e cifre che qualche sgobbone di qualche centro studi camerale ha confezionato raffazzonando report OCSE e compagnia bella. Ho un sussulto solo per un attimo ché sento proferire la parola "Capitale". Ma è solo un abbagglio uditivo. Si trattava di capitale umano che "andava connesso attraverso i distretti per fare sinergia e rete". Occhei....
Faccio a questo punto convergere la mia attenzione ad una caviglia, che intanto si era appollaiata nei pressi della mia poltrona. Riesco a guardarla, abbassando la testa come se stessi guardando i miei piedi, mantenendo comunque il piglio di chi ascolta compiaciuto e che è rimasto bloccato a metà dell'annuire, e  ruotando la testa di circa 5 gradi, un o piccolo. Il tacco della scarpa nera costringe il collo del piede che contiene ad inarcarsi. Tutte le scarpe col tacco lo fanno. Certo. Ma pochi piedi col collo inarcato mi si sono presentati, in quel modo, dentro la Camera di Commercio di Brescia. Era visivamente ingombrante. Ora non è che mi sentissi investito del compito di formulare al Dott.Valleverde dei nuovi requisiti di progetto per tacchi meno inarcanti, ma la stanchezza e la monotonia degli interventi mi induceva ad indulgere sulla fisiologia feticista che quel piede incarnava. E lo so è un parolaio inarcare, incarnare. Dovevo fare l'estetista anzichè scimmiottare gli esteti.
Nella vita ci vuole tatto e discrezione. Specie in certi consessi. Quelli in cui si interpreta il ruolo di coloro che nei discorsi sono definiti importanti e preziosi. I giovani, i talenti e compagnia bella.  Come sul Titanic, durante l'affondamento. Alla fine muoiono anche un mucchio di donne e bambini. Si salvi chi può!
E quindi meglio un piede che si lascia guardare che un piede in testa. Come al solito. E poi il piede, la caviglia titolo e pretesto narrativo, è la siepe che il guardo esclude. E' l'oggetto che permette, con tatto e discrezione, di immaginare il resto che la sormonta senza guardarlo direttamente.
Abbandono per un attimo il feticistico svago, e ritorno al relatore. Che intanto era cambiato. Anche questo aveva il suo foglio da cui leggere il suo intervento. Dopo i 3 minuti di ringraziamenti, poco originali, entra in medias res. Deo gratias. Ad un certo punto capita quello che capita quando il discorso che leggi non l'hai proprio scritto tu, oppure lo hai scritto troppo tempo prima. O non hai la memoria di Archie Goodwin. Leggi una frase, ma questa va a capo o segue nella pagina successiva. Terminato il rigo che puoi vedere, il tono si interrompe facendo la pausa che solitamente si fa quando c'è il punto. E poi segue la parola orfana della frase che l'anticipava. Che disastro cacofonico. Ecco un politico, in un comizio ideale dovrebbe perdere metà dei voti. Ma non preoccupatevi, non succede mai...
Sono le 12. Formigoni ha terminato il suo intervento. Mi ha colpito la sua idea di federalismo che non può prescindere dal Mezzogiorno. Che in un certo senso aiuta anche lui. Chiosa il Presindente di UnionCamere con ringraziamenti di rito e una riflessione sul tema "federalismo e mezzogiorno": Io, da uomo del meridione sono per il ponte sullo Stretto".
Bene, mi dico. Datemi questo cazzo di premio che così me ne torno al Nord, a Torino nella capitale della pioggia, che stamattina sarà il sole ma ho la testa piena...
Appena viene introdotta la seconda parte della giornata, quella dedicata ai premi,  ai premi per i giovani, le giovani imprese, l'innovazione ecc., ecc. ecco la fuga generale dei big del palco. Si salvi chi può!

MF

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