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12 aprile 2010

Un consiglio alla Palomar

Stanno per iniziare le riprese di altri 4 episodi di Montalbano. Beato a quel cornuto di Zingaretti ca sinni va a me casa. Detto questo, leggo allibito della possibilità che tra le cosidette guest star (tradotto: come ti futtu) ci sia quella buttanissima di Belen. Megghiu a figghia i Masinu!

Mezza parola!




3 novembre 2008

Tradimento è



Sono un fan di Montalbano. Sono un originario, autoctono telespettatore di quelle terre. Guardo Montalbano, le sue avventure, i suoi casi. Ne invidio il bagno mattutino, la vita del personaggio che, in cerca di autore, continua idealmente a vivere la quotidianità che io vivo a Torino. Da qui lontano da quei luoghi, guardo alla casa di Montalbano immedesimandomi nelle mie due settimane all'anno che sono il primo e il secondo tempo dei miei brevi episodi sul set natio. Il Barocco, la bellezza siravagghia di quei luoghi, l'atomosfera di sicilitudine. Sono gli elementi che Camilleri su carta e Sironi su pellicola cuciono in ogni episodio con l'abile cura che la sarta mette sull'ago mentre cerca l'asola.
La realtà ce la fanno vedere, sentire, odorare. Attraverso la cornice. Quella che separa la verità dalla verosomiglianza. Concetto, questo, che vale per tutte le rappresentazioni. Ma in modo speciale, campanilisticamente, per la Sicilia e per i Siciliani. Calure, bollori, odorose fragranze, smorfie, parole e gesti. Silenzi soprattutto. Muti!
Che la Sicilia è fatta da un popolo di attori, tragicomici comparse delle proprie vite. Con un pezzo dentro, ed uno fuori dalla cornice.
Montalbano, Augello sono noi che siamo loro. Prima e terza persona coniugate ed adultere rappresentazioni di noi stessi.
Eppoi la terra, la natura. Mare, colline, cave. Arse dal sole. Il fuori e il dentro della terra. Il celato e l'ostentato. Camilleri “sciunnica u niru” quando col suo acuto e affilato sguardo raschia il monticello che nasconde il formicaio. E ne dischiude bellezza, immobile indolenza, operosità e mostruosità. Operazione che non è facile. Che la Sicilia è fagica, si fagocita se stessa. Semina e mangia le sue cose e le sue persone. E le rimangono sul piloro. Supra u stomacu. Lasciandole l'alamiccu, quella sensazione di indecifrabile insoddisfatta mancanza di. Di che, non si sa cosa.
E che Camilleri riesce con i suoi colpi di tosse a farle espettorare. Quasi fosse una poltiglia di catarro. Catarro e catarratto. Fermentazione creativa la sua: prende la vita, la fa a brandelli come un succo gastrico e la ricombina facendola storia mitologemica.
Gli episodi di Montalbano possono quasi apparire un romanzo di appendice. E la lettura superficiale garantiscono sulla fruibilità televisiva. Dello share necessario e ingiusto. Ma la lettura carsica, quella, la lama di contropelo ci dicono di un Montalbano profondo, che trasferisce dentro la cornice l'identità, la sensibilità di un popolo.
Il successo che luoghi e serie TV si sono scambiati vicendevolmente, scambio di amorosi sensi, è coinciso con l'assenza di scambio di amorosi sensi del protagonista Montalbano. Più Bell'Antonio che Paolo il Caldo. In quel suo saper tradire l'appendice del romanzo. In quel suo saper dire di no, saper suonare la nota stonata, quella dissonante al movimento andante del telespettatore. Che tifava per la vittoria della carne sull'anima integerrima.
Montalbano è sempre stato forte. Forte di fronte alle tentazioni delle vampe, delle cavararati che le tante donne che gli passavano intorno gli procuravano. Garanzia del fatto che i tanti telespettaori, arretu i pissiani delle strade di paese, avrebbero taliato senza voler essere taliati l'episodio successivo. Augello - Paolo il Caldo va bene. Così è. Soddisfa e tranquilizza. Ma Montalbano no. Deve rimanere eroe intransigente della sicilitudine tutta d'un pezzo. Che non si rammolisce neanche di fronte a nu paru i cosci o di minni. Montalbano deve contnuare a parrari picca. Menza parola. Montalbano non dice: “Tu mi piaci ma sappi che io...”
Come per tutti i sicliani, a parlare sono gli occhi e la facce. Mezza granita di mandorle, grazie.


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permalink | inviato da aronne il 3/11/2008 alle 15:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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