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10 febbraio 2011

Dorian e il suo ritratto


11 maggio 2009

Ellis Island



La Rizzini sul Foglio di sabato si esibisce in un articolo (prima pagina e rimando a pag3.) in cui accosta i provini dei tanti, troppi, talent show a Ellis Ilands. Bene. La stampa, specie quella asservita, nel caso del Foglio tra l'incudine dell'editore e il martello del dittatore, non si limita a trascurare, oscurare la questione Berlusconi-Lario che tanto ha a che fare sulla vita politica del nostro paese, ma va all'attacco. Va all'attacco cercando di sdoganare la velina, la ballerina, l'aspirante qualche cosa. Cercando di ragionevolmente sdoganare la strada di accesso al mondo dello spettacolo che tanto va di moda in questa decadente eterna età di passaggio che la nostra società vive. la Rizzini gioca sull'allitterazione degli infiniti, proponendo tale schema di pensiero: oggi come ieri si prova a tentare la fortuna, a giocarsi le proprie carte. Tra la trafila di chi è in cerca di occupazione, fatta di invio del CV, colloqui motivazionali, ecc. e un provino fatto di attese, scarpette, cd, cuffie, asciugamani, mamme trepidanti non c'è differenza. Entra nel mondo dello spettacolo, della notorietà può rappresentare per alcuni il fine ultimo, per altri l'inizio di un percorso. Per fare altro. Il giornalista, l'anchorman, il politico di professione. E non c'è niente di cui vergoganrsi della gavetta del provino. O della non gavetta di chi sceglie la strada del provino. Non c'è da vergognarsi nell'essere stata o stato un uomo immagine o una starletta. Non possiamo essere daccordo con la Rizzini. La differenza con Ellis Island è che all'epoca di Elli Ilands quando migliaia di nostri connazionali cercavano fortuna nelle spiagge antistanti di New York, molti di questi morivano. Motrivano proprio lungo quelle spiagge, senza nessuna sepoltura. Vivendo quella stessa fine disperata che oggi vivono coloro che arrivano dal Nord Africa. Ellis Island era la meta di viaggi della disperazione. Di chi rischiava tutto sè stessop mettendo a repentaglio la propria vita. Oggi questi giovano che "provano", rappresentanto uno strato sociale che non è precario perchè è la società lo precarizza, ma perchè vivendo "provando" non progetta ma precarizza il proprio futuro. Oggi tra i tanti giovani che affollano i piazzali dei capannoni che fabbricano le nuove meteore della TV, ci sono giovani che hanno tutto. Che non lottano per i bisogni primari. Ma che cercano in preda ad una enorme confusione quali bisogni possano giustificare una vita che gli ha già dato troppo.



Il provino, l'accesso ad un talent show, che la Rizzini vuole sdoganare per far contento il proprio Direttore che gioca a muoversi di tacco e di punta tra moglie e marito, è quindi la rappresentazione di come la TV che ha già fagocitato sè stessa inizia a fagocitare la realtà partendo dalle speranze e le illusioni dei figli dei sacrifici di Ellis Island.


15 dicembre 2008

IPSE DIXIT

Occuparsi di ambiente oggi è come avere la polmonite e pensare alla messa in piega.

S.Berlusconi


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permalink | inviato da aronne il 15/12/2008 alle 9:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


21 febbraio 2008

Un filo giallo



La campagna elettorale si giocherà a centro. Quella zona dell'arena politica che l'apparenza mediatica vuole confinare a mera strisciolina vecchia ed ingiallita. Tra l'azzurro e il verde. Giallo, verde e azzurro. Già, la tricomia. Che se ci pensi, e mescoli il verde con l'azzurro, poi...Ma lasciamo stare. In fondo sono cromatismi. E l'elettorato, si sa, quello borghese e neo proletario, che poi siamo noi, è un po' daltonico.
I due schieramenti maggiori si trovano poi, in fondo, nella stessa situazione. Sono costretti a dire le stesse cose. Come in una regata di vela, l'uno marca il fianco sopravvento dell'altro. A mossa del primo segue la contromossa dell'altro. A prescindere da ideologie, programmi, valori fondanti. Chissenefrega dell'identità. La moda di oggi è vecchia domani. Nè radar, nè sestanti. Si naviga a vista ed il paese è costretto a non prendere il largo.
Sono lì a scontrarsi su chi muove per primo, a chi fa una fujtina in avanti. Salvo poi essere pronto a ritrattare se il sondaggio del giorno la boccia. Speculatori di voti, come lo sono quelli finanziari per i titoli. Pochi rischi, a giocare sulle fluttuazioni. Come quei brookers che oggi vendono quello che oggi hanno comprato. Distorcendo il mercato, disorientando l'elettore. Tant'é.
Con l'occhio, sempre più strabico, che guarda, fisso,  quel centro. Quel filo giallo che è sempre più stiracchiato. Veltroni spera si inciccisca dei voti che i centristi intercetteranno, privandoli alla destra. Berlusconi che spera, invece, che si inciccisca per i voti dei delusi della sinistra maanchista, cattocomunisti che, magari, hanno giudicato male l'ingresso dei radicali nel PD. I poveri radicali...
Loro che liberali, libertari e libertini, più che stiracchiarlo quel filo giallo, lo prenderebbero a morsi per strapparlo. Con solo un keeway sono lì, a prua,  mezzo marinaio in mano, a fare da mozzo ai velisti de sinistra....

M.F

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