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ARONNE: "quando ti pisci addosso rimani al caldo solo per un po' "
  



29 gennaio 2012

E ora dove andiamo - Nadine Labaki




domenica 29 Gennaio 2012

L’ultimo film di Nadine Labaki è una storia mediterranea. Che ha la fotografia del Sud e dell’Est del mondo. Che ha i colori del mercato delle spezie di Istanbul. Che ha i suoni che corrono su di uno spartito con più righe e più note. Perché la musica è araba e gli arabi usano più note così come più lettere nell’alfabeto. Più sfumature hanno bisogno di una tavolozza più grande per essere rappresentate.Questa storia racconta di un ponte e di un’antenna. Che creano, di qua del ponte, un prossimo e un altrove. Già. Il prossimo è il musulmano per il cristiano e il cristiano per il musulmano. L’altrove è il luogo del conflitto. E’ l’Occidente seducente e materiale.

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27 gennaio 2012

Confessioni di uno start-upper



giovedì 26 Gennaio 2012

Si sente spesso ripetere che bisogna creare le condizioni in Italia perché possa nascere una Apple. È la tipica frase di chiusura di convegni. Recitata da parte di moderatori, un po´ tuttologi cui bisognerebbe rispondere che il vero motivo per cui in Italia non nasce una Apple è che in Italia gli affitti dei garage sono molto alti. Si sente il bisogno di innovazione e impresa. Certo, ma la cosa più sbagliata è pensare di creare artificiosamente qualcosa che è per sua natura germoglio di nuovo. Frutto dell´incontro del seme della creatività con un mercato favorevole in cui il nuovo prodotto si attacca come il feto alla placenta.

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27 gennaio 2012

Accendiamo una stella

Per un anno è stato tutto un "Accendiamo una stella". Che di spaziale non aveva nulla. Si trattava di un posto nel nuovo stadio della Juventus che ha in comune con La Stampa gli azionisti. Se veramente a qualcuno interessa promuovere la Scienza, la divulgazione scientifica per farne qualcosa che strizzi l'occhio anche al profitto, serve a poco la questua a mezzo stampa. Il Mourinho dei musei scientifici è guarda caso a Barcellona e si chiama Jorge Wagensberg ideatore del Cosmo Caixa. I privati a Torino che possono finanziare l'operazione non mancano. E poi basta ricominciare con gli spot "Accendiamo una stella".

  



25 gennaio 2012

Forconi centripeti



giovedì 26 Gennaio 2012

La trimurti del movimento dei Forconi (Ferro - Morsello - Richichi), presunto serbatoio di voti per il centrodestra Berlusconiano, pare che faccia sul serio e che intenda mettere paura a Roma. I Forconi, se non altro per lo stile, nulla hanno a che vedere col movimento forcaiolo d’oltralpe di qualche secolo fa. Quello del sanguinario Lebon. Le teste che Lebon tagliò dalle parti di Pas di Calais finirono col far cadere teste anche a Parigi. Ma furono proprio quelle dei fratelli Robespierre. Le teste della stessa Rivoluzione. A chi faranno più male i Forconi? Al governo in carica o a quel centrodestra che sotto sotto trama una rivoluzione?
 



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18 gennaio 2012

Dalla Concordia alla discordia



20 Gennaio 2012

Mentre i media nostrani sono tutti alle prese con la Concordia, poco o nulla si dice di ciò che sta avvenendo in Sicilia. La protesta degli autotrasportatori sta mettendo in ginocchio i rifornimenti dell’isola e inizia, dopo 3 giorni di agitazione, ad interessare anche la gente comune che ad esempio non riesce a raggiungere le stazioni di servizio per fare il pieno. Probabilmente il forcone, eretto ad effigie del movimento di protesta non sarà chic come il treno sbarrato dei No-tav. Forse gli esponenti del movimento avrebbero dovuto elaborare un claim competitivo al "se non ora quando" del movimento femminista. O, forse, c’è tutto l’interesse a tenerli nel dimenticatoio.

  



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11 gennaio 2012

Parole e Personaggi: Decrescita felice, un cazzo



L'italiano medio, brutta espressione per definire il sentire dell'opinione pubblica nostrana, rispetto ai temi del consumo e della sostenibilità ambientale, altra brutta parola che non vuol dire niente, è tanto distante da Mercalli quanto lo è dalla Palombelli.
Quello che si trascura è che il cittadino con un reddito medio-basso (che sono la maggioranza) non ha le risorse nè per crescere, nè per decrescere. Caro Direttore, qui nell'officina di un'impresa qualunque tra fatture, ordini e progetti, aspettiamo un Messia. Che vuol dire realisticamente, fuori dalle retoriche, un politico che indichi una via, una visione a medio lungo termine per questo paese. Chessò: l'Italia sarà il Paese che sconfiggerà il cancro. Oppure il Paese che per primo raggiungerà Marte. Ci vuole un terremoto politico. E qui, senz'altro Mercalli, e la sua scala di valori non c'entra.


  



11 gennaio 2012

Parole e Personaggi: velocità



A furia di utilizzare le tecnologie dell’informazione si sottrae tempo alla riflessione. E si smarrisce il senso delle cose, il significato dei progetti che sono il frutto di un’applicazione costante e ripetuta. Sono frutto di fisicità, di relazioni, di diplomazia, di logica.
Questo breve transitorio che ci è toccato in sorte in cui è remunerato anche rispondere alla posta elettronica non durerà a lungo. Conterà possedere un’arte, una professione ed un mestiere in carne e ossa. E conterà soprattutto occupare un luogo fisico prima che qualcun altro non lo faccia al nostro posto.


  



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11 gennaio 2012

Parole e Personaggi: yuan



La Cina continua a crescere anno dopo anno soprattutto in virtù di una politica monetaria molto aggressiva. La Banca Centrale Cinese continua a tenere lo yuan ancorato al dollaro favorendo la localizzazione in Cina di multinazionali che trovano lì conveniente investire ed insediare stabilimenti produttivi che creano nuovi posti di lavoro.

Qui in Europa, tolta la Germania che vanta un’offerta di mercato (lusso) i cui prodotti sono esportati in Cina, Francia e Italia devono sopperire con la creazione di nuovi posti di lavoro nel pubblico alla scomparsa dei posti di lavoro nel privato.
La Cina ha tanta liquidità e può venire in aiuto dell’Eurozona comprando i titoli pubblici degli stati Europei così come continua a fare con il debito degli Stati Uniti. Ma la Cina vuole che l’Europa le riconosca lo status di “economia di mercato”.
Urge un’ Europa politica coesa, non per ragioneria comunitaria, ma per articolare una diplomazia internazionale che concerti con gli Stati Uniti una politica estera Occidentale che si contrapponga all’influenza Orientale. Ad esempio partendo dal chiedere alla Cina di rinunciare al controllo cambi.

Se non si riducono gli squilibri: Bim Bum Bam…


  





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11 gennaio 2012

Parole e Personaggi: Treno Notte



La sera si partiva, la mattina si arrivava. Viaggio e pernottamento assieme. Questo era il treno per il Sud, o per il Nord. Il treno che univa l’Italia cibandosi, di notte, dei tanti chilometri lungo quell’orografica impegnativa in cui si stiracchia l’amata penisola.
Non ci saranno più i treni notte. Sconvenienti, dal punto di vista civile, lo sono sempre stati tanto erano sporchi alla partenza come all’arrivo. Ora (era ora), pare, che sconvenienti lo sono anche economicamente. E quindi ecco la rivoluzione. Il Natale 2011 passerà alla storia come il primo Natale in cui i tanti emigrati al Nord che tornano al Sud per le vacanze natalizie lo dovranno fare o alla luce del sole o, per dirla col marketing, con mezzi di trasporto concorrenti sostituti.
Paolo lavora a Torino ma vive in Puglia. Come tanti meridionali che hanno straviati gli affetti e il lavoro. Il pomodoro di Pachino cresce a Pachino ma viene mangiato a Milano. E’ la ferrovia, con una buona rete, resa efficace da una logistica di sistema, che conserva il sapore della terra e degli affetti.


  



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11 gennaio 2012

Parole e Personaggi: Equità



La parola d’ordine di questi giorni è equità. Come patto generazionale tra chi il lavoro ce l’ha e chi lo sta cercando. Tra il lavoro regolato e zeppo di diritti e il lavoro di chi presta la sua opera senza uso del paracadute. Tra gli effettivi del mercato del lavoro e coloro che ne sono fuoriusciti senza scale, scaloni e scalini. Senza dover inseguire la finestra di pensionamento come tanti di coloro che si trovano a vivere il transitorio del futuro prossimo. L’equità, nelle parole, somiglia più ad un problema edile, di rifacimento della facciata sociale del paese.
Chiunque, anche il mio meccanico, che continua peraltro a svolgere, per la sua e mia fortuna, la sua attività professionale pur essendo in pensione da alcuni anni, parla di equità. Che è poi, a sentire bene la sua analisi, una egocentrica valutazione di come la gestione della cosa pubblica impatti (negativamente) sui suoi conti economici. Sacrifici, nessuno ne vuole fare.
La linea di governo percorre un’ipotenusa mentre, nella pratica, le azioni che la realizzano si muovono lungo cateti. Ora, la somma dei cateti è sempre maggiore dell’ipotenusa. Problemi euclidei, quindi.


  



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