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Erasmus

Sono daccordo con Nadia Urbinati che firma un pezzo sul Riformista di ieri dal titolo:"Se i dottorandi italiani negli USA hanno la sindrome da Troisi". L'articolo è molto ben fatto. Di quelli, di quelli che sanno di cosa stanno parlando. Capita sempre di più, di rado...
Il concetto è semplice. Lo slogan di politici e rissosi di circostanza è quello che l'Italia è vittima della fuga dei cervelli. Bene. Vero a volte. Tuttavia il male maggiore potrebbe non essere quello. Nadia Urbinati sviscera le dinamiche di chi rimane e di chi parte. Lo studente all'estero vive troppo da viaggiatore e mai da emigrato. L'integrazione nella nuova cultura non avviene mai completamente. Lo stesso succede presso il mondo della ricerca ospite.
Se questo non bastasse ci si mette la rigidità e la autoreferenzialità del sistema accademico nostrano che rende inutili i tentativi di chi incapace di scoprirsi emigrante vuol tornare. Nessun posto lo attende. Rimanere in patria, l'ideale dell'ostrica qui premia ancora. E' un valore. Ma qui non è questione di Verga ma di vergate!

Pubblicato il 15/4/2007 alle 1.24 nella rubrica Este tic.

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