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Un filo giallo



La campagna elettorale si giocherà a centro. Quella zona dell'arena politica che l'apparenza mediatica vuole confinare a mera strisciolina vecchia ed ingiallita. Tra l'azzurro e il verde. Giallo, verde e azzurro. Già, la tricomia. Che se ci pensi, e mescoli il verde con l'azzurro, poi...Ma lasciamo stare. In fondo sono cromatismi. E l'elettorato, si sa, quello borghese e neo proletario, che poi siamo noi, è un po' daltonico.
I due schieramenti maggiori si trovano poi, in fondo, nella stessa situazione. Sono costretti a dire le stesse cose. Come in una regata di vela, l'uno marca il fianco sopravvento dell'altro. A mossa del primo segue la contromossa dell'altro. A prescindere da ideologie, programmi, valori fondanti. Chissenefrega dell'identità. La moda di oggi è vecchia domani. Nè radar, nè sestanti. Si naviga a vista ed il paese è costretto a non prendere il largo.
Sono lì a scontrarsi su chi muove per primo, a chi fa una fujtina in avanti. Salvo poi essere pronto a ritrattare se il sondaggio del giorno la boccia. Speculatori di voti, come lo sono quelli finanziari per i titoli. Pochi rischi, a giocare sulle fluttuazioni. Come quei brookers che oggi vendono quello che oggi hanno comprato. Distorcendo il mercato, disorientando l'elettore. Tant'é.
Con l'occhio, sempre più strabico, che guarda, fisso,  quel centro. Quel filo giallo che è sempre più stiracchiato. Veltroni spera si inciccisca dei voti che i centristi intercetteranno, privandoli alla destra. Berlusconi che spera, invece, che si inciccisca per i voti dei delusi della sinistra maanchista, cattocomunisti che, magari, hanno giudicato male l'ingresso dei radicali nel PD. I poveri radicali...
Loro che liberali, libertari e libertini, più che stiracchiarlo quel filo giallo, lo prenderebbero a morsi per strapparlo. Con solo un keeway sono lì, a prua,  mezzo marinaio in mano, a fare da mozzo ai velisti de sinistra....

M.F

Pubblicato il 21/2/2008 alle 20.40 nella rubrica Poli tic.

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