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La Ducea di Carlin Petrini

In Piazza Carignano il count down verso l’anniversario dell’Unità d’Italia procede inesorabile. Per chi non è tra quei Meridionali anestetizzati dai Centri Commerciali, dai calci in culo della Fiat, dalle lusinghe della coattagine che al Nord puoi esibire grazie alla complicità di una maggiore indifferenza, c’è poco o niente da festeggiare. Anzi. La melassa editoriale, eventicola, quella ammantata da ortodosso intellettualesimo, fonda la sua propaganda sulla rievocazione di verità che rivivono del ricordo che sfuma i contorni netti di una realtà contro-storica e contro-dominante. E fa rabbia.
Specie se osserviamo il presente che perpetua del passato riti e gesti. Quanta aneddotica. Prendete Bronte, ad esempio. Crocevia storico ed enogastronomico. Perché la Storia dell’Unificazione è slow. La semiotica della lumaca simbolo del Garibaldi della buona tavola, quella del Carlin Nazionale che ai borbonici take away ha saputo sostituire i presidi chic, racconta la lentezza di un’unità mai compiuta. La bocca che mangia è padrona mentre quella che ha fame è povera.
A Bronte, in provincia di Catania, alle pendici della Montagna, il 10 Agosto del 1860 furono sparati in 5. Innocenti. Nicolò Lombardo, Nunzio Ciraldo Fraiunco, Nunzio Longi Longhitano, Nunzio Nunno Spitaleri, Nunzio Samperi. Garibaldi, allora, aveva da far rispettare i presidi dell’Ammiraglio che tronca fe' la trïonfata nave del maggior pino, e si scavò la bara. Oggi su quella stessa terra, ancora sporca di sangue innocente, l’enogastronomia saccheggia pistacchi chiedendo a quella stessa terra un tributo insostenibile per la gioia di pochissimi palati. E cos’è il marketing se non propaganda. Serve a cibar gli occhi più che i palati. Serve a creare una verità soggettiva più forte di quella oggettiva. Lo straordinario pistacchio di Bronte rimane sullo sfondo, come sullo sfondo stanno le schiene fiaccate per produrlo. E così chi ne fruisce fa ricco il markettaro Garibaldi di turno a prescindere del pistacchio stesso.
Che, nei gelati, nei dolci, nei biscotti, a granella, sfuso è immagine del meridionale emigrato ovunque, servo disadattato di altrui stirpi. Buono sempre a criticare. Da Scilla e mai da Cariddi.


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vg


  
  

Pubblicato il 25/1/2011 alle 10.47 nella rubrica Poli tic.

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