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Soli in città


E’ un esercizio che può fare chiunque. Passare in rassegna la cerchia dei propri conoscenti ed amici, di età compresa tra i 30 e i 35 anni, e scoprire che la maggior parte di questi, è sola. Vive sola in qualche grande città italiana dove studia o lavora. O studia e lavora. Già.
Ognuno un appartamento, o una stanza in un appartamento. Ognuno un mezzo di trasporto, per chi se lo può permettere, ognuno un lavoro che viene remunerato tipicamente con lo stesso stipendio di ingresso nel mondo del lavoro e regolato mediante contratti tipici o atipici che, anche quando garantiscono dei diritti, subiscono di rovescio un contesto che è in attesa. Senza prospettive.
Lasciando da parte i perché, e i come, val la pena riflettere sulle conseguenze di questo stato di cose. Al suo protrarsi, troppo, nel tempo.
Al fatto che, sotto queste condizioni, intraprendere una vita a due diventa non un approdo amoroso, la scelta spensierata e felice frutto dell’amore, sentimento che come un torrente dopo aver rimescolato i corpi e le anime dei due protagonisti li conduce nella stessa laguna, ma una scelta per necessità. Un antidoto sociale mediante il quale si riducono i rischi nell’affrontare un contesto difficile. Più che un’unione di amorosi sensi, si tratta più di un accordo di cooperazione, in cui si mettono a fattor comune alcuni beni e servizi cercando di massimizzare i profitti, ciascuno, della propria attività. Nascono così quelle che passeranno alla storia come le società dei fidanzati italiani giovani anonimi. Acronimo SFIGA.
Società piene di responsabilità e tormenti. Prive di capitali. Prive di patrimonio. Su cui gravano: un mutuo, utenze di luce e gas e la tassa sui rifiuti.
Malgrado questo spaccato, la tendenza è di una crescita delle città, in Italia come in Europa. Nel prossimo futuro si prevede che le città diventino delle megalopoli perché è in esse che si creeranno le maggiori opportunità. Sarà pur vero ma per l’Italia potrebbe assistere al rifiorire di rivoli di certo sincretismo. Il rinascere di un certo pauperismo. Un ritorno ai borghi ed alle campagne. Chissà.








  

Pubblicato il 23/5/2011 alle 10.55 nella rubrica Este tic.

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